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Arte a Polcenigo

 

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Nella chiesa, una tela che è stata malamente attribuita al feltrino Lorenzo Luzzo (1484-1511), rappresenta la Madonna con il Bambino in gloria con S. Barbara ed i Ss. Pietro e Paolo; un dipinto di pittore palmesco vicino a Matteo Ingoli raffigurante la Vergine in gloria tra i Santi Antonio abate, Francesco e Mauro e il donatore (inizio secolo XVII), otto monocromi su tela e tavola nel tergale dell'altar maggiore, con Scene della Passione e figure di Santi, dipinti per lo più in tono minore eseguiti tra il 1742 ed il 1769. Nella sagrestia, affreschi seicenteschi di modesta qualità (Sacrificio di Isacco, Predica del Battista, Stigmate di S. Francesco, S. Girolamo nel suo studio, S. Maria Maddalena penitente).

A San Giovanni di Polcenigo, tele di Sebastiano Valvasori di Sacile (Martirio di S. Bartolomeo con S. Giuseppe in gloria, 1804) e di Egidio Dall'Oglio (Madonna con Bambino e Giovanni fra S. Floriano, S. Bartolomeo e S. Antonio abate, secolo XVIII) nella Parrocchiale, ed affreschi medioevali nell'amena Chiesetta di S. Floriano: nel semicatino absidale Cristo in mandorla benedicente e i quattro Evangelisti; nel coro le figure degli Apostoli, nel sottarco S. Giovanni Battista a sinistra e S. Floriano a destra; autore dovrebbe essere un maestro attento agli esiti della pittura friulana del XIV-XV secolo.


Chiesa di San Floriano: interno

Nell'arco trionfale, mutili episodi della vita di S. Orsola (S. Orsola e le Vergini, Invio degli ambasciatori al re d'Inghilterra), Incoronazione della Vergine, Annunciata ed Angelo. Nella Chiesa curaziale di Mezzomonte, bell'altare a foggia di tabernacolo eucaristico in marmi policromi, con angeli in altorilievo vicini ai modi di Tommaso da Lugano (fine secolo XVI).
Contiene una pala di Giovanni Battista Tosolini, tricesimano, con Madonna con Bambino e i Santi Antonio da Padova e Antonio abate (1788).
Nella sala superiore del vecchio teatro di Polcenigo, dal 1998 è allogato il Museo dell'Arte Cucinaria in Altolivenza, istituito con lo scopo di documentare l'antica arte di far cucina.

IL CASTELLO DI POLCENIGO
Il nucleo originario del castello risalente al X secolo, feudo della famiglia Polcenigo, venne ampliato nel Duecento comprendendo il borgo medievale. La storia del castello ha origini lontane, addirittura antecedenti il 1000, se si accetta la notizia che l'imperatore Ottone I affidasse la giurisdizione del castello al vescovo di Belluno, già nel 963. Nei secoli successivi i Polcenigo furono coinvolti in numerose contese al fianco o contro i patriarchi.
L'ubicazione del fortilizio ai limiti del ducato, in eccellente positura sul corso della Livenza e all'incrocio di importanti vie di comunicazione, giustificava l'ambizione del possesso. 


Castello di Polcenigo e campanile di San Rocco

Parte del complesso, nel Settecento fu radicalmente trasformato, su progetto di Matteo Lucchesi, assumendo l'aspetto di imponente villa veneta, resa, un tempo, ancor più scenografica dalla scalinata di 365 scalini che saliva dal paese al colle. 
Ancor oggi, nonostante le ripetute spoliazioni, l'insieme si presenta come un rudere imponente, immerso in un ambiente naturale di straordinaria bellezza.