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Arte a Polcenigo |
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Situata su un pianoro sopra il paese, la Parrocchiale di Polcenigo, S. Giacomo, era in origine la chiesa di un convento, già esistente nel XIII secolo, che ospitava frati minori dell'ordine di S. Francesco. Soppresso nel 1769 dalla Repubblica Veneta ed abbandonato nel 1772, del convento rimane ancora l'armonioso chiostro con arcate a tutto sesto, soffitti a cassettoni dipinti nelle stanze, la sala capitolare con venticinque metope quattrocentesche, mobili intarsiati: nel chiostro, una bella immagine della Pietà in scultura, proveniente da un capitello campestre. |
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L’annessa chiesa do S. Giacomo ha un portale cinquecentesco con bassorilievi raffiguranti il Leone di S. Marco e S. Giacomo che tiene in mano il modellino della chiesa. L'interno, ad unica slanciata navata, con nicchie laterali affiancate da semicolonne, è di gradevole armonia neoclassica.Vi si conservano un affresco trecentesco, proveniente da un capitello in paese, con la raffigurazione della Madonna con Bambino: opera della metà del secolo, richiama la maniera di Vitale da Bologna; un altro riquadro a fresco del XIV secolo con figure di Santi; una pala di Egidio Dall'Oglio (1705-1784), pittore di Cison di Valmarino, con la Natività della Vergine; una affollatissima pala con Cristo in Gloria, la Madonna e Santi attribuita a Francesco da Milano (secolo XVI). Pregevoli gli stalli lignei settecenteschi. |
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In Polcenigo, alcuni palazzi prestigiosi: tra essi il settecentesco Palazzo Fullini dall'insolita mole, con cinque archi a bugne nel porticato e due trifore con poggiolo e colonnine; conserva all'interno splendidi stucchi di ignoto veneto del XVIII secolo, con Scene d'Arcadia, nelle pareti e nei sovrapporta. |
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Nei pressi delle sorgenti del Livenza sorge la Chiesa della Santissima Trinità, dalle origini antichissime (anche se la costruzione attuale è soprattutto cinquecentesca). |
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Ampio porticato ad
archi, interno ad aula con grande altare ligneo intagliato e dipinto del
XVII secolo, della bottega dei Ghirlanduzzi, entro il quale è posta
un'ancona lignea di Domenico da Tolmezzo, parte in scultura (Trinità),
parte in pittura (figure di Angeli): è anzi uno dei rarissimi esempi di
pittura del grande intagliatore friulano. Porta sul basamento la data 1496
e sulla parete la firma dell'artista ("OPERA DE DOMENIGO DE TOLMEZO")
accompagnata dalla scritta: "QUESTA OPERA FO FATTA SOTTO LA CAMERARIA
DE SALVADOR DE NICULUS DE LA BLANTIA DI CULTURA". |
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